Caccia Svizzera ha recentemente pubblicato il rapporto finale della giornata, che si è svolta lo scorso 7 marzo a Olten. Gli organizzatori, la Conferenza dei servizi della caccia e della pesca, CacciaSvizzera e l’Ufficio federale dell’Ambiente, vi hanno invitato gli amministratori cantonali della caccia, due rappresentanti per ognuna delle Federazioni cantonali dei cacciatori e i collaboratori della Sezione Fauna selvatica e biodiversità nella foresta dell’UFAM. Gli obiettivi generali intendevano aggiornare le conoscenze dei partecipanti sull’evoluzione degli effettivi e delle catture di camosci in Svizzera e dei fattori che possono influenzare questa evoluzione.

Sabato 30 maggio si è tenuta l'Assemblea generale della Società svizzera per la caccia e la tutela della fauna, presso il Museo svizzero  della caccia, nel Castello di Landshut (Utzenstorf, Canton Berna). Quest'anno il Ticino era Cantone ospite e al termine dell'assemblea il vice presidente FCTI Dr. Marco Viglezio ha tenuto una relazione in tedesco sulla "Caccia in Ticino, tra passato e presente" vedi presentazione . La giornata è stata un'occasione per un proficuo scambio di opinioni con cacciatori di altri Cantoni, per visitare il museo e la ricca biblioteca.

Abbiamo il piacere di presentare un interessante lavoro di maturità sulla situazione del fagiano di monte  in Valle Morobbia e in Valle Bedretto, svolto con impegno e passione dal giovane Matteo Manenti di Faido. Dopo aver letto il suo interessante lavoro, la FCTI ha contattato l'autore e si è complimentata con lui, ringraziandolo per averci concesso di pubblicare il testo sul nostro sito, e ha voluto riconoscere la sua dedizione alla nostra avifauna con un dono simbolico. La ricerca consiste in un’analisi dei censimenti svolti in primavera riguardanti il conteggio dei maschi in parata, a partire dal 1981 per la Valle Morobbia e dal 1982 per la Valle Bedretto, fino al 2014.

Lo scorso 11 agosto è stato presentato a Berna il manuale sulla tubercolosi nella fauna selvatica, realizzato dallʼUfficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) in collaborazione con lʼUfficio federale dellʼambiente (UFAM), il Centro per la medicina dei pesci e degli animali selvatici (FIWI) e la facoltà Vetsuisse dellʼUniversità di Berna, e sostenuto da CacciaSvizzera, che illustra in particolare come riconoscere le lesioni tubercolari nelle carcasse. La tubercolosi può comparire in Svizzera in qualsiasi momento. Dallo scorso 1° agosto, in virtù della legislazione sulle epizoozie, cacciatori e guardiacaccia hanno lʼobbligo di segnalare a un veterinario ufficiale lesioni tubercolari sospette, svolgendo così un ruolo fondamentale nel riconoscimento precoce. Questo procedimento permette di adottare misure efficaci per evitare la propagazione della malattia.