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Mercoledì 3 febbraio si è tenuta a Claro l'Assemblea annuale dei presidenti delle Società e dei distretti FCTI, ottimamente organizzata dalla locale Società Cacciatori Claro e Dintorni, alla quale va un sentito grazie, anche per il ricco aperitivo-spuntino e raclette offerti. Graditi ospiti il Consigliere di Stato Claudio Zali, il Direttore della Divisione Ambiente Moreno Celio, Giorgio Leoni e Fabio Croci dell’UCP. Dopo un intermezzo canoro del gruppo vocale “Visagno Canta” sono intervenuti Corrado Bionda per il Patriziato, che ha ringraziato la Società di caccia per i lavori eseguiti nell’ambito del recupero habitat sull’Alpe di Motto, premiato da CacciaSvizzera, il presidente della Società organizzatrice Samuele Martinelli, che si è soffermato sui lavori svolti dalla stessa per una migliore salvaguardia del patrimonio faunistico locale e il Vicesindaco Luigi Calanca, che ha salutato le autorità e ringraziato i cacciatori per gli sforzi profusi sul territorio, in vari ambiti.

I ringraziamenti vanno anche alla FCTI e all’UCP per le decisioni in ambito venatorio che hanno permesso di contenere i danni nelle zone del Piano. Il Presidente Regazzi ha ricordato l’importanza di quest’assise, per una corretta e importante informazione alla base, in quanto i presidenti ricevono le informazioni che possono riferire alle assemblee societarie, in vista della formulazione di proposte per la nuova stagione. Regazzi ha espresso il proprio rammarico in merito all’abolizione dei Gruppi di Lavoro ungulati e selvaggina minuta voluta dalle autorità cantonali. Sono previsti, in sostituzione, più incontri della “Consultiva”. In futuro si valuterà se questo cambiamento porterà effettivi benefici o meno. Il Presidente conferma la disponibilità della FCTI a collaborare con le autorità, chiedendo però maggiore informazione dallo Stato, che nell’ultimo anno non è sempre stato trasparente nelle sue decisioni (vedi modifica della caccia bassa al fagiano di monte e l’abolizione della tassa di Fr. 2.-/kg per la cattura di cinghiali femmina sopra i 50 kg). Regazzi prosegue poi toccando il problema dei danni alle colture, di cui la FCTI è pienamente cosciente. Infatti non si è mai opposta a prelievi mirati di capi viziosi, ma si oppone fermamente invece su azioni di prelievo di cervi in tempo di protezione federale. Queste osservazioni sono state espresse nell’ambito della consultazione sui piani di prelievo previsti dall’UCP per l’anno corrente. Ci sono però già stati segnali di apertura su alcune nostre richieste da parte dell’UCP. Il Presidente riferisce poi di alcune critiche indirizzate recentemente nei confronti della FCTI, accusata, nell’ambito della procedura che porta alla definizione delle proposte per il nuovo regolamento, di non informare e coinvolgere sufficientemente la base, nonché di avere un atteggiamento troppo critico nei confronti dell’UCP. Regazzi promette che eventuali problemi di comunicazione con la base saranno affrontati in modo approfondito in futuro, ma che la nuova procedura, definita all’inizio del suo mandato, per arrivare a portare poche ma forti e condivise proposte equilibrate in seno alle autorità cantonali è stata pagante. In passato la FCTI raccoglieva e portava in discussione tutte le proposte, spesso opposte, che venivano dal basso, con il risultato che spesso nemmeno una veniva accettata. È quindi seguita una presentazione da parte dei membri del comitato centrale Marco Viglezio e Edo De Bernardis per illustrare la stagione venatoria 2015 e gli indirizzi per il 2016. L’intera presentazione è pubblicata sul nostro sito federativo (clicca qui). In sintesi, gli indirizzi federativi prevedono: una modifica del regolamento sul camoscio per ottimizzare l’equilibrio fra i sessi e limitare la quantità di prelievi; più possibilità di prelievo per il cervo; status quo per il capriolo; un aumento della pressione sullo stambecco; la reintroduzione della tassa di Fr. 2.-/kg per le femmine di cinghiale sopra i 50 kg. È seguita un'animata discussione in sala, che ha toccato vari punti, dalla richiesta di aumentare la pressione sul capriolo, a quella di migliorare la qualità dei censimenti dei camosci e di renderne pubblici i dati, così come di procedere ad un’analisi approfondita sul numero di cacciatori di camosci ed il quantitativo di tempo dedicato a questa caccia, per la definizione annuale di un regolamento “ad hoc”, che tenga in considerazione di tutti questi fattori. Dalla richiesta di una maggior tolleranza sugli orari di caccia da parte dell’UCP, al sondaggio sul tema strade che permetterà un esame per la modalità di apertura delle stesse. Al termine il Presidente ha invitato i presenti a discutere gli indirizzi perseguiti dalla FCTI all’interno delle singole associazioni venatorie e a far pervenire eventuali osservazioni in tempo utile tramite i comitati distrettuali. Il Consigliere Claudio Zali ha salutato i presenti complimentandosi per il clima positivo in sala, confermando poi di accogliere le richieste della FCTI riguardanti la caccia al cervo e cinghiale e assicurando la possibilità di discutere le proposte sul camoscio e le altre specie. Fondamentale per lui è puntare alla diminuzione dei danni alle colture, ancora troppo elevati al momento, puntando all’utilizzo delle dovute misure di prevenzione (recinzioni) e chiedendo un atto di fiducia sui prelievi primaverili, limitati ai soli capi viziosi. Regazzi si felicita e ringrazia il Consigliere di Stato per le garanzie ricevute, grazie alle qualila FCTI verosimilmente rinuncerà a  inoltrare ricorso sui prelievi primaverili. Prende poi parola Leoni, il quale commenta i temi principali su cui verteranno in futuro le discussioni sul nuovo regolamento venatorio, tra cui: la tassa di Fr. 2.-/kg sulle femmine trainanti di cinghiale non considerata da lui opportuna per la guardiacampicoltura; la nuova proposta di regolamento sul camoscio considerata complicata dal punto amministrativo; le difficoltà organizzative del censimento dei camosci e di un conseguente contingente di prelievo. Per Leoni le strade dotate di barriera chiusa non saranno utilizzabili nemmeno dal cacciatore munito di chiave, per equità di trattamento e auspica che gli Enti proprietari di tali strade (forestali o patriziali) tolgano il divieto di transito per i cacciatori e, in caso di rifiuto, non reclamino per danni da selvaggina nel loro comprensorio. Al termine dei lavori, il Presidente ha annunciato la serata organizzata dalla FCTI il prossimo 11 marzo sul tema della gestione del camoscio, ed ha poi ricordato la data del 30 aprile prossimo per l’Assemblea delegati.