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Sabato 10 giugno ha avuto luogo a Bellinzona la nona assemblea dei delegati di Caccia Svizzera. Il presidente FCTI e membro di comitato di Caccia Svizzera Fabio Regazzi ha portato i saluti di casa e illustrato brevemente la storia della Federazione ticinese.
Il presidente di Caccia Svizzera Hanspeter Egli porta il saluto alle autorità e ai presenti, in particolare ai due consiglieri nazionali Lorenz Hess e Fabio Regazzi, al presidente del consiglio di Stato Manuele Bertoli, al sindaco di Bellinzona Mario Branda, all’ispettore federale della caccia Reinhard Schnidrig e al redattore della rivista di caccia Jagd&Natur, e ringrazia il membro di comitato FCTI Reto Pellanda e i suoi collaboratori per l’ottima organizzazione dell’evento (vedi la presentazione riassuntiva di Reto cliccando qui).

Alla presenza di 92 delegati, il rapporto del presidente, e il rapporto della Direzione sono accettati. Approvati anche il verbale dell’assemblea 2016 e i conti, che vedono un utile di 18’000 franchi. L’attività 2017 sarà incentrata su aspetti politici come la revisione della legge federale, la legge delle armi in vista degli inasprimenti in atto nell’UE e quella in materia di igiene delle carni di selvaggina.  Vi è poi l’aspetto della Biodiversità – Fauna selvatica, con particolare attenzione al camoscio e alla sua gestione, che coinvolge i cacciatori a tutti i livelli. Punto dolente, il preoccupante aumento delle popolazioni di linci in certi Cantoni dove la densità di 1.5 linci per 100 km2 è nettamente superata e di conseguenza si richiede una regolazione degli effettivi.
Per la comunicazione, Caccia Svizzera intende sviluppare le relazioni pubbliche con la popolazione composta da non cacciatori, anche per contrastare i crescenti attacchi provenienti da minoranze estremiste, molto aggressive contro la caccia (vedi iniziativa contro la caccia lanciata nel Canton Zurigo.
Nel suo intervento, Reinhard Schnidrig si è soffermato su quanto successo a livello federale, dalla revisione parziale della legge federale sulla caccia, con i punti più controversi emersi in consultazione, come la regolazione dei lupi delegata ai Cantoni, che ambienti della sinistra osteggiano, minacciando un referendum. Il presidente della Federazione dei cacciatori vallesani Kalbermatten ha chiesto a Caccia Svizzera maggior rigore verso la gestione dei predatori e per esprimere il proprio dissenso verso il riconoscimento degli esami di caccia fra i vari Cantoni. Al termine dei lavori, i presenti si sono trasferiti a Castelgrande per l’aperitivo e il pranzo. Un rapporto dettagliato sarà pubblicato sul numero di agosto della rivista federativa.