Vinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.x
 

Sabato 6 maggio la Federazione dei cacciatori ticinesi ha tenuto la sua assemblea annuale dei Delegati presso il Centro Dannemann a Brissago. Organizzata in modo impeccabile dalle quattro Associazioni venatorie del distretto di Locarno, l'assemblea ha avuto un'ottima partecipazione. I lavori sono stati seguiti da 111 delegati in rappresentanza di 32 Società su 37, dal Comitato centrale e dai numerosi ospiti invitati. Nella sua corposa relazione, il presidente Avv. Fabio Regazzi ha toccato svariati temi, come l’attività federativa, i progetti di Parchi nazionali, i Grandi predatori, le relazioni con il Pool Caccia-Pesca-Tiro, la gestione venatoria compresi i danni causati dalla selvaggina, il progetto di ristrutturazione della FCTI e i rapporti con lo Stato, rilevando che il clima di lavoro è ottimo e i rapporti personali pure. Per leggere la relazione presidenziale clicca qui

 

Riunione del Comitato centrale del 24 aprile 2017 (testo di Patrick Dal Mas)
Il Presidente apre la seduta informando che è stata paventata l’uscita della Federazione dei cacciatori vallesani da Caccia Svizzera perché in contrasto su due temi: il primo riguarda il riconoscimento reciproco dell’esame di caccia fra i Cantoni (secondo la nuova Legge Federale), che faciliterebbe la possibilità di poter cacciare in altri cantoni per chi possiede un’autorizzazione cantonale; la seconda riguarda la posizione di Caccia Svizzera a riguardo del lupo, ritenuta troppo blanda.

 

Anche quest'anno il signor Eros Quadrelli, responsabile dei corsi federativi per la preparazione dei candidati cacciatori, continua l'iniziativa di proporre lezioni all'aperto per gli allievi delle scuole dell'obbligo in diverse sedi del Cantone, grazie anche allla collaborazione di alcuni volontari. Si tratta di un'attività della FCTI molto apprezzata dai giovani allievi e dal corpo insegnante e meno nota al grande pubblico. Da inizio anno è inoltre disponibile il nuovo furgone acquistato dalla FCTI, decorato con una bella veste grafica, che contribuirà a diffondere un'immagine positiva di questa attività svolta dalla FCTI in diverse scuole del Cantone.

 

Riunione del Comitato centrale del 27 marzo 2017 (testo di Patrick Dal Mas)  
Il Presidente apre la seduta informando che la Granconsigliera Tamara Merlo ha effettuato un ricorso sull’esito della votazione dell’iniziativa sulla protezione degli animali, chiedendo un riconteggio dei voti. Il ricorso verrà esaminato dal GC, che deciderà se si procederà o meno in questo senso. Le nomine del Gruppo di Lavoro che riguarda il tiro in Ticino sono state effettuate. Il gruppo in questione avrà il compito di analizzare la situazione delle infrastrutture presenti in Ticino, le necessità regionali, la questione dell’inquinamento fonico e da piombo, ecc. . Sempre sul tema, il Comitato decide, che in merito alla prova obbligatoria di tiro, di sollecitare una risposta sullo stato dei lavori (ultimo termine secondo l’Ordinanza federale è il 2017!).

 

Nel suo comunicato stampa  del 22 marzo 2017 il Consiglio di Stato comunica che le analisi genetiche hanno stabilito che le recenti predazioni sul bestiame minuto avvenute in valle Leventina e in valle Mesolcina (GR) sono da attribuire allo stesso esemplare di lupo. Trattasi del lupo maschio M75, identificato per la prima volta in valle Bregaglia (GR) in data 21 gennaio 2017.
Secondo l’art. 9bis dell’Ordinanza federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (OCP), i Cantoni rilasciano un’autorizzazione di abbattimento per singoli lupi, superata la soglia di 25 animali da reddito predati da un solo esemplare nell’arco di un mese. In base alla Strategia lupo svizzera emanata dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), le valli Leventina e Mesolcina sono considerate come zona di presenza del lupo e di conseguenza da parte degli allevatori vanno adottate delle adeguate misure di protezione delle greggi, conformemente alle direttive federali.