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Il prossimo 12 febbraio il popolo ticinese sarà chiamato a esprimersi su un’iniziativa che chiede di inserire nella Costituzione cantonale il principio della protezione giuridica per gli animali. Ma c’è realmente bisogno di una maggior protezione giuridica? Piuttosto scettici sono stati cacciatori, pescatori, contadini, macellai e altri, oltre all'ex consigliere agli Stati Dick Marty che così si era espresso lo scorso ottobre: "Se si vogliono tutelare gli animali, gli strumenti ci sono già. Mi pare che da un po' di tempo ci si concentri su problemi non essenziali” (vai all'articolo apparso su Ticinonews lo scorso 17 gennaio cliccando qui). Si tratta di una modifica non necessaria ed estrema, un primo passo verso nuove autorità, che creerà nuovi vincoli, maggiori oneri finanziari e più burocrazia. Per questi motivi la FCTI invita a votare NO.  Oltre ai trattati internazionali a cui la Svizzera ha aderito, a livello federale la protezione degli animali è già disciplinata in maniera esauriente mediante una tutela della dignità e del benessere degli animali tra le più severe al mondo. Chi viola queste norme può essere condannato a una pena detentiva fino a 3 anni.

 

Un cervo in fuga – in inverno deve fare appello a tutte le sue forze. (foto: Eric Dragesco)

Dal comunicato stampa di Pro Natura leggiamo con piacere che il cervo è stato eletto animale dell’anno 2017. Esso è un assiduo pendolare che fa la spola tra l’ambiente diurno e quello notturno, tra l’habitat estivo e quello invernale. In Svizzera, la crescente frammentazione del territorio pone tuttavia non pochi problemi al re del bosco, che possiede una spiccata esigenza di mobilità. Non di rado, infatti, il suo ambiente diurno è ben lontano da quello notturno e l’habitat estivo può distare anche dozzine di chilometri da quello invernale. I suoi assi di migrazione sono però sempre più spesso interrotti da strade, ferrovie e insediamenti.

 

 In entrata di seduta il Presidente informa che la FCTI ha inoltrato le proprie osservazioni in merito alla consultazione sulla revisione della legge federale sulla caccia. Lo stesso comunica poi che il biologo dell’UCP Salvioni (pensionato) è stato sostituito da Federico Tettamanti, anche lui biologo non cacciatore. Per quanto concerne la caccia selettiva allo stambecco, la FCTI aveva scritto a Leoni offrendo la propria disponibilità di collaborazione nella gestione di questa caccia. Quest’ultimo ha risposto ringraziando per la disponibilità, dichiarandosi possibilista in questo senso. Il Capo Ufficio ha poi comunicato che l’anno prossimo le iscrizioni allo stambecco rimarranno chiuse in quanto verranno assegnati 66 capi (16 in più rispetto a quest’anno) agli altrettanti cacciatori già iscritti.


Nulla da fare per il primo dei due progetti di Parco Nazionale che interessavano il Cantone Ticino. Il verdetto popolare ha spazzato via un progetto forse troppo grande e ambizioso, che ha comportato sedici anni di lavoro, lunghe discussioni, delicate trattative fra le parti e un dispendio finanziario non indifferente. Le due regioni della Surselva e di Blenio, dove peraltro si concentrava la zona nucleo, ingabbiata da tutta una serie di vincoli e divieti, hanno sentenziato un chiaro rifiuto. Il Moesano e la regione del Rheinwald con la loro accettazione lasciano invece aperta la via a un possibile progetto futuro, meno ambizioso, ma anche meno vincolante, per la realizzazione di un Parco regionale.

 

Dopo i saluti il Presidente informa della revisione in corso della Legge Federale della caccia. Nella discussione ci si sofferma in modo particolare sul riconoscimento degli esami di caccia in tutta la Svizzera. Il Comitato si esprime in modo scettico su questa possibilità. I presenti vengono anche informati che il Direttore della Scuola Media di Cevio ha scritto all’UCP chiedendo la chiusura della caccia nella zona attigua all’istituto (bosco golenale) per ragioni di sicurezza. L’UCP prevede la chiusura alla caccia in quella zona, con la possibilità di interventi venatori mirati in caso di eccessiva concentrazione di selvaggina. Il Presidente informa poi di un’iniziativa Parlamentare, accolta in GC, a favore di una maggior protezione degli animali. In merito, purtroppo, nessun Gran Consigliere cacciatore ha pensato di avvisare la FCTI o di fare un rapporto di minoranza. Il danno ormai è fatto e i ticinesi saranno chiamati ad esprimersi in merito. Riguardo al progetto di riorganizzazione della FCTI, il Comitato viene informato in modo generico sui contenuti della stessa. Il documento elaborato dal Gruppo di Lavoro verrà inviato a tutti i membri di Comitato affinché possano esprimere la loro opinione durante la prossima riunione di dicembre. Si tratterà poi di pianificare la fase di presentazione e di consultazione presso i Presidenti dei Distretti e alle Società.