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Il presidente con i membri di Comitato uscenti (assente E. Capra)

Sabato 5 maggio la Federazione dei cacciatori ticinesi ha tenuto la sua assemblea annuale dei Delegati presso il Centro Scuole Elementari di Claro. Organizzata in modo impeccabile dalla Società Caccia Claro e dintorni, l'assemblea ha avuto un'ottima partecipazione. I lavori sono stati seguiti da 112 delegati su 124 in rappresentanza di 32 Società su 37, dal Comitato centrale e dai numerosi ospiti. Gradita la presenza del Capo del Dipartimento dell’Ambiente Claudio Zali. L’assemblea è stata preceduta da una riunione straordinaria dei delegati, che ha approvato le modifiche statutarie nell’ambito della riorganizzazione interna della FCTI e il nuovo regolamento sulle proposte degli indirizzi venatori. L’assemblea si è aperta con un momento di raccoglimento in memoria degli amici di Diana defunti e con un augurio da parte del presidente Regazzi ai colleghi di Comitato Tamagni e Capra, assenti per motivi di salute. Nella sua relazione, il presidente Avv. Fabio Regazzi ha toccato svariati temi, come l’attività federativa, il controverso Parco nazionale del Locarnese, i Grandi predatori, le relazioni con il Pool Caccia-Pesca-Tiro, la gestione venatoria compresi i danni causati dalla selvaggina, il progetto di ristrutturazione della FCTI e i rapporti con lo Stato, rilevando che il clima di lavoro è molto migliorato e i rapporti personali pure.

 

Riunione del Comitato centrale del 23 aprile 2018 di Patrick Dal Mas


Il Presidente, per l’Ufficio Presidenziale, informa i presenti che il programma dell’Assemblea Delegati prevista a Claro il 5 maggio è stato definito. L’Assemblea straordinaria per la revisione degli statuti della FCTI ha inizio alle 14.00. Verranno passati in rassegna e votati tutti gli articoli modificati, che le società venatorie hanno già potuto visionare e sui quali hanno già potuto esprimere le proprie eventuali osservazioni per iscritto. Alle 15.30 avrà poi inizio l’Assemblea ordinaria in cui verrà affrontato il consueto ordine del giorno, tra cui la nomina dei membri del nuovo comitato proposti dai singoli distretti e del Presidente FCTI. I membri di Comitato vengono poi informati dell’avvenuto incontro, richiesto dalla FCTI, con l’ombudsman della RSI (Avv. F. Galli) e dei rappresentanti della stessa, per trovare una soluzione di mediazione al danno d’immagine che avrebbero subito i cacciatori (secondo la FCTI) con la serie televisiva “Il Guardacaccia”. I rappresentanti della FCTI, nell’ambito della mediazione, hanno chiesto le scuse formali da parte della RSI e /o uno spazio documentaristico in cui mostrare all’opinione pubblica quanto di buono si fa nel mondo venatorio ticinese. Si attende una prossima risposta dall’ombudsman in questo senso.

Riunione del Comitato centrale del 26 marzo 2018 di Patrick Dal Mas   
In entrata di seduta il Presidente, per l’Ufficio Presidenziale, informa i presenti che il ricorso al TF inoltrato dalla deputata al GC Tamara Merlo (riconteggio dei voti dell’iniziativa per una protezione giuridica degli animali) è stato dichiarato come irricevibile. Il ricorso andrà inoltrato al Tribunale Amministrativo Cantonale. Il Comitato decide poi di accettare all’unanimità la richiesta di ammissione come socio sostenitore della FCTI dell’Associazione Svizzera Beccacciai (sezione Ticino). Il Presidente ricorda che con la ristrutturazione della Federazione anche la Società Segugisti ticinese potrà essere ammessa soltanto come socio sostenitore. Si sono svolte recentemente le due giornate /serate informative organizzate dalla FCTI. Quella riguardante la caccia bassa (galliformi di montagna) ha riscosso un discreto successo a livello di partecipanti. Di alta qualità i contenuti esposti dal relatore designato, il Dr. Lasagna, il quale si è reso disponibile per una futura collaborazione con la FCTI, soprattutto sul tema dei censimenti. La serata dedicata al tema dell’igiene e del trattamento della carne di selvaggina ha riscosso un buon successo di partecipanti

 

Nel corso dell’Assemblea straordinaria dei delegati FCTI che si terrà sabato 5 maggio 2018 alle ore 14:00 a Claro, è prevista l’approvazione della revisione dello Statuto FCTI e del Regolamento per gestire le proposte che definiscono gli indirizzi di gestione venatoria da sottoporre al Cantone. I documenti sono pubblicati sul sito federativo e ognuno li può consultare e formulare le proprie osservazioni. Eventuali formali proposte di emendamento dovranno essere inoltrate, per iscritto, al segretariato FCTI tramite posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro il 20 aprile 2018.
Durante l’assemblea straordinaria verrà affrontata la riorganizzazione della FCTI tramite una revisione totale degli statuti (clicca qui) e un nuovo regolamento (clicca qui).

Il dottor Roberto Viganò

Lo scorso 9 marzo presso il Centro Protezione Civile di Rivera circa centodieci partecipanti hanno seguito con interesse le presentazioni del veterinario cantonale Dr. Tullio Vanzetti e del dr. Vet. Roberto Viganò, veterinario dello Studio Associato Alpvet, che da diversi anni si occupa in modo particolare degli aspetti relativi alla filiera carni di selvaggina nella Provincia Verbano-Cusio-Ossola. Il tema della serata era imperniato sulla corretta gestione delle carcasse al fine di ottenere una carne di selvaggina di qualità. Nella sua introduzione il dottor Vanzetti ha illustrato le modifiche legislative entrate in vigore il 1° maggio 2017 concernenti l’ordinanza sulla Macellazione e il Controllo delle Carni (clicca qui). Nella stessa è previsto l’obbligo di controllo e documentazione della selvaggina cacciata. I capi di selvaggina messi in commerci0 devono essere accompagnati da un certificato compilato e firmato dal cacciatore. Il cacciatore deve compilare un "Certificato per la vendita di selvaggina cacciata quale derrata alimentare". La prima parte del controllo concerne il capo di selvaggina prima dell'abbattimento, che non deve presentare anomalie del comportamento. La seconda parte riguarda la carcassa dell'animale cacciato: il corpo esterno e gli organi della cavità toracica e addominale non devono presentare lesioni o alterazioni che possano far sospettare un rischio per la salute del consumatore. In caso contrario occorre eseguire un controllo ufficiale delle carni in un macello riconosciuto.