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Il dottor Roberto Viganò

Lo scorso 9 marzo presso il Centro Protezione Civile di Rivera circa centodieci partecipanti hanno seguito con interesse le presentazioni del veterinario cantonale Dr. Tullio Vanzetti e del dr. Vet. Roberto Viganò, veterinario dello Studio Associato Alpvet, che da diversi anni si occupa in modo particolare degli aspetti relativi alla filiera carni di selvaggina nella Provincia Verbano-Cusio-Ossola. Il tema della serata era imperniato sulla corretta gestione delle carcasse al fine di ottenere una carne di selvaggina di qualità. Nella sua introduzione il dottor Vanzetti ha illustrato le modifiche legislative entrate in vigore il 1° maggio 2017 concernenti l’ordinanza sulla Macellazione e il Controllo delle Carni (clicca qui). Nella stessa è previsto l’obbligo di controllo e documentazione della selvaggina cacciata. I capi di selvaggina messi in commerci0 devono essere accompagnati da un certificato compilato e firmato dal cacciatore. Il cacciatore deve compilare un "Certificato per la vendita di selvaggina cacciata quale derrata alimentare". La prima parte del controllo concerne il capo di selvaggina prima dell'abbattimento, che non deve presentare anomalie del comportamento. La seconda parte riguarda la carcassa dell'animale cacciato: il corpo esterno e gli organi della cavità toracica e addominale non devono presentare lesioni o alterazioni che possano far sospettare un rischio per la salute del consumatore. In caso contrario occorre eseguire un controllo ufficiale delle carni in un macello riconosciuto.

Riunione del Comitato centrale del 19 febbraio 2018 di Patrick Dal Mas
In entrata di seduta il Presidente, per l’Ufficio Presidenziale, informa i presenti di essere stato invitato a parlare della caccia alla trasmissione della RSI “Superalbum”, in coda a un documentario, girato nel 1997, sulla caccia e il bracconaggio.  L’intervento del Presidente alla trasmissione non ha però nessun legame con il reclamo inoltrato dalla FCTI all’ombudsman inerente la fiction “Il Guardacaccia”, che sta seguendo il suo iter previsto. I membri di comitato si organizzano per partecipare in modo uniforme alle varie Assemblee societarie previste nelle prossime settimane. Nel frattempo il processo di riorganizzazione interna della FCTI prosegue positivamente. Lo si è potuto constatare dalle reazione dei presenti all’Assemblea Presidenti. Il percorso terminerà con la ratifica del nuovo statuto, che avverrà durante la prossima Assemblea Delegati, il prossimo 5 maggio.

 

Lunedì 29 gennaio si è tenuta a Mendrisio l'Assemblea annuale dei presidenti delle Società e dei distretti FCTI, ottimamente organizzata dalla locale Società Cacciatori del Mendrisiotto, guidata dal presidente Diego Allio, alla quale va un sentito grazie, anche per il ricco aperitivo-spuntino offerto presso l'Hotel Coronato. Graditi ospiti il Consigliere di Stato Claudio Zali, il Direttore della Divisione Ambiente Moreno Celio, Giorgio Leoni e Federico Tettamanti dell’UCP.  Dopo il benvenuto ai presenti da parte del Presidente della Società organizzatrice Diego Allio, il Presidente FCTI Fabio Regazzi ha dato avvio ai lavori, toccando alcuni temi di attualità.

 

Riunione del Comitato centrale del 22.01.2018 di Patrick Dal Mas   
Il Presidente, per l’Ufficio Presidenziale, apre la seduta annunciando che la FCTI, insoddisfatta della risposta del Direttore della RTSI a riguardo degli inaccettabili contenuti della fiction “Il Guardacaccia”, ha inoltrato un reclamo all’Ombudsman della RTSI a tutela dell’immagine della caccia e dei cacciatori ticinesi. Un comunicato stampa (presente sul sito della Federazione) inoltrato a tutti i media cantonali presenta le motivazioni ed i contenuti dello stesso. Per quanto concerne il processo di riorganizzazione interno della FCTI, si è entrati nella fase decisiva, in cui le società venatorie hanno inoltrato le proprie osservazioni in merito alle bozze dei documenti ad esso legati.

 

La Federazione dei cacciatori ticinesi (FCTI) ha deciso di inoltrare un reclamo al Mediatore RSI contro la serie televisiva “Il Guardiacaccia”, trasmessa su LA1 tra il 4 e l’8 dicembre 2017. La FCTI reputa infatti che la trasmissione leda gravemente l’immagine del mondo venatorio cantonale. Pur trattandosi di una fiction, la trasmissione è stata espressamente e ampiamente promossa come ispirata a fatti veri, come rappresentativa del mondo della caccia e addirittura quale spunto di riflessione su sensibilità e opinioni diverse, travisando invece grossolanamente la realtà e veicolando un messaggio univoco, ovvero che caccia e bracconaggio siano sinonimi: una tesi sbagliata che la FCTI ovviamente non può accettare.